RTS Roma: Sopralluogo sede di via Pigafetta.

 Si è tenuto nella giornata di ieri il previsto sopralluogo presso la sede di via Pigafetta nella quale, si sta trasferendo parte dei colleghi di via Parboni, mentre il restante personale si trasferirà nella sede di piazza Mastai.

Tale sopralluogo era stato concordato con l’Amministrazione nel corso dell’ultimo incontro tenutosi presso la sede di via Parboni alla presenza del Direttore della RTS  Dott. Cioffi, del Capo Dipartimento Dott. Ferrara e dei relativi staff legati alla sicurezza nei posti di lavoro.

Iniziamo col dire che dal sopralluogo non sono emerse problematiche  insormontabili, piuttosto alcune criticità che, con un coinvolgimento maggiore di chi poi avrebbe dovuto lavorare in questa sede e dei loro Rappresentanti, forse si sarebbero potute evitare.

Prima criticità riscontrata è legata al sistema di funzionamento della sbarra posta all’entrata/uscita della sede per le macchine che, essendo posta proprio accanto all’entrata del front-office, può creare problemi di sicurezza: basta che una persona posi un piede su un dosso artificiale posto a 5 metri dall’asta perché questa si alzi.

Altra criticità è dovuta dalla sistemazione delle sedie per l’utenza all’interno del front-office, dislocate nella sala in modo da non concentrare tutti gli utenti in un unico punto della stessa sala.

Tale disposizione avrebbe messo gli utenti in attesa accanto ai box di lavoro, annullando pertanto qualsiasi forma di privacy e creando un continuo  sottofondo rumoroso anche a discapito dei colleghi che lì ci lavorano per ore ed ore.

Ad ogni modo siamo riusciti a far modificare parte della disposizione dei box e far spostare nell’area dell’entrata le sedie per l’utenza mettendo un po’ di spazio tra quest’ultimi ed i colleghi che dovranno lavorare lì.

Per quanto riguarda le stanze dei colleghi la nostra sigla ha fatto notare che alcune di queste hanno le scrivanie posizionate in modo tale da rendere difficoltose eventuali vie di fuga, problema reso ancor più evidente dal fatto che tutte le porte si aprono verso l’interno delle stanze.

Altra questione che non ci piace, e lo abbiamo fatto presente al Dott. Vecchiotti, sono tutti quegli armadi posizionati lungo i corridoi con l’aggiunta di vari estintori con base a terra e non fissati alle pareti.

Reputiamo che in caso di rapido abbandono dei piani per qualsiasi motivo il personale possa inciampare nelle colonnine che reggono gli estintori trasformando gli stessi in ostacoli per la fuga, così come quegli armadi che, oltre a ridurre lo spazio di fuga, possono rivelarsi dei veri e propri muri.

Troppi armadi, troppo grossi e troppo attigui alle porte degli uffici, mettiamoci gli estintori lungo il percorso calpestabile ed immaginiamo una trentina di colleghi che a seguito di un incendio si riversino tutti insieme nei corridoi per fuggire.

Quegli armadi vanno rimossi, per lasciare libere le vie di fuga!

Al termine del sopralluogo abbiamo nuovamente richiesto informazione circa alcune certificazioni mancanti o molto vecchie.

La certificazione sul sistema antincendio ci verrà data non appena ultimati i lavori sull’impianto nell’archivio sotterraneo, essendosi lo stesso attivato alcune settimane fa, pare a causa dei lavori nello stesso locale.

Per quanto riguarda quella sulla staticità, ferma al 2000, abbiamo richiesto ci venga fornito l’aggiornamento dal quale risulti l’esecuzione a norma dei lavori effettuati.

Reputiamo la nuova sede, sicuramente, migliore di quella di via Parboni, diventata ormai fatiscente sotto tutti i punti di vista, così come reputiamo poco qualificante per una Amministrazione come il MEF ridursi a completare/modificare lavori già conclusi o quasi a trasferimento del personale ormai avvenuto.

Non si è deciso ieri lo spacchettamento della RTS di Roma in più sedi, non si sono individuate oggi tali sedi, fior fior di Ingegneri, Architetti, Dirigenti più o meno Generali hanno lavorato per mesi/anni a tal fine spendendo tanti soldi per realizzare il tutto.

Nonostante tutto questo si è arrivati al giorno fatidico del trasloco per sentir dire: “se non vi sta bene c’è il piano B: La Rustica”; “c’è gente che non ha il lavoro”; “lo sapete che c’è crisi economica e non ci sono soldi per fare di più” ed amenità del genere….

Signori non ve lo abbiamo chiesto né noi, né i lavoratori di mettere in atto tutto questo, così come non è colpa nostra se, nonostante tanta fretta per lasciare l’immobile di via Parboni, alla fine il front-office è ancora lì, con tutto il disservizio che ne segue.

Non è colpa dei lavoratori se è stato tolto l’appartamento al custode che continua però ad aprire e chiudere lo stabile di via Parboni, potremmo continuare…….

Tutti gli occhi sono puntati verso i colleghi, ed è giusto così, ma se ogni tanto qualcuno guardasse anche la classe Dirigente non sarebbe male…..per nulla.

Torneremo in via Pigafetta, così come continueremo ad ascoltare le segnalazioni dei nostri colleghi.

                                                                                Walter Marusic

                                                                                 Coordinamento MEF

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