Vicedirigenza: se non ora, quando?

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Le nostre battaglie (ormai decennali) e la nostra tenacia hanno portato un grande risultato che riapre le porte per la vicedirigenza, è un’occasione che non deve essere persa, forse l’ultima. Un’occasione che speravamo di ottenere ma sulla Giustizia, si sa, non c’è certezza.

E’ l’occasione per dimostrare l’interesse di una categoria spesso compressa “dall’alto e dal basso”, per dimostrare che si esiste e che l’abolizione della vicedirigenza è stato un atto gravemente lesivo della dignità di un gruppo di lavoratori. L’abolizione della vicedirigenza, nel corso di giudizi civili, ha comportato il rigetto delle domande dei lavoratori, in alcuni casi (per fortuna pochi) anche la condanna alle spese.

Ora la strada è completamente spianata, va solo percorsa.

Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione della legittimità della legge che abolisce la vicedirigenza, se la Corte Costituzionale dovesse ritenere fondata la questione si riaprono tutti i giochi e la politica (ed il resto del mondo sindacale) non potranno porre ulteriori ostacoli. La nostra Federazione, da sempre vicino ai vicedirigenti, ha deciso di sostenere tutte le spese legali per consentire ai propri iscritti di intervenire nel processo innanzi la Corte Costituzionale. E’ importante evidenziare che “Nei giudizi davanti la Corte costituzionale non si pronuncia condanna alle spese” (cfr. Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale).

Ricordiamo che tutti i vicedirigenti possono intervenire nel processo se “il giudizio di legittimità costituzionale si riveli direttamente incidente su posizioni giuridiche soggettive”, ovvero tutti. Abbiamo ricevuto la disponibilità dell’Avv. Polito (che ha anni di esperienza nella materia e al quale si deve il brillante successo giudiziale) a patrocinare la nostra Federazione ed i nostri iscritti in questo nuovo percorso decisivo per il buon esito della vicedirigenza.

 Qualche parola va spesa per un ricorso davanti la Corte Europea che sta attraendo alcuni ignari (ed ingenui) colleghi: come detto e ridetto in tempi non sospetti è una strada impercorribile. Nella migliore delle tradizioni e con abile arte dissimulatoria si cerca di far confusione tra la Corte Europea, il Consiglio di Stato, la Corte Costituzionale, tra l’area quadri e vicedirigenti. Il nostro dovere è quello di informare, ognuno ha tutte le capacità per valutare e scegliere.

La battaglia continua con i fatti non con le chiacchiere perché siamo l’unico Sindacato maggiormente rappresentativo presente ai tavoli di contrattazione, che difende da sempre la Vicedirigenza.

   La responsabile dell’area del contenzioso

CLAUDIA RATTI

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